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Stufa a pellet e a legna – cosa fare per inquinare meno

L’inverno 2018 è ormai alle porte e già in molti a casa accendono il caminetto, la stufa a legna o la stufa a pellet. Vediamo di chiarire alcune questioni sul tema e di fare il punto sulla più recente normativa di settore. Riassumeremo anche alcune buone regole pratiche da seguire nell’impiego della legna da ardere.

Ma la stufa a pellet o a legna inquina? Più o meno delle caldaie a gas?

In generale, come in tutti i processi di combustione, la stufa a pellet così come quella a legna liberano nell’aria sostanze inquinanti. Quali e quante dipende da cosa si brucia, come lo si fa e con quale prodotto o manufatto.

Innanzitutto è un dato di fatto che la stufa a pellet o a legna, inquina di più rispetto alle classiche caldaie a gas degli impianti di riscaldamento domestici. Soprattutto se trattasi di quelle più recenti a condensazione. Ad esempio in un territorio montano non particolarmente trafficato come la Provincia di Trento, nel rapporto denominato “Piano energetico-ambientale provinciale 2013-2020”, al punto 5.2, si precisa che “la legna conferma il proprio ruolo di combustibile particolarmente impattante, responsabile del 54% delle emissioni totali di CO e del 49,5% del totale del PM10” (rilevazione 2007).

È perciò facile intuire perché in inverno, in territori maggiormente vessati dalle emissioni proventi dai veicoli rispetto al citato esempio Trentino, i livelli delle cosiddette polveri sottili sono spesso troppo elevati. Soprattutto in diverse aree della pianura padana, che è una delle zone meno ventose del mondo a causa della sua particolare orografia. Per questo di recente è giunto anche il deferimento dell’Italia davanti alla Corte europea in materia di inquinamento atmosferico da PM10, per ripetuta violazione dei limiti dettati dall’UE.

La canna fumaria incide sulla qualità delle emissioni?

Sì, ma questo è un tema che merita un discorso a parte, che vedremo di affrontare più avanti con un articolo dedicato. Per ora limitiamoci a ricordare che questa dovrebbe essere pulita almeno una volta all’anno. Come peraltro previsto dalla maggior parte dei regolamenti comunali.

Ci sono novità sul tema del controllo delle emissioni?

I recenti prodotti tecnologicamente più avanzati presentano oggettivi vantaggi rispetto ad un caminetto aperto o alle stufe tradizionali in maiolica. Infatti sul mercato è oggi possibile trovare una stufa a pellet , un caminetto chiuso o anche una stufa a legna con specifica certificazione conforme alle previsioni del Decreto del Ministero dell’Ambiente 186/2017.

Detta certificazione prevede una classificazione rappresentata da un numero di stelle che arriva fino ad un massimo di 5. Il livello 5 caratterizza i prodotti con le migliori prestazioni. Per gli utilizzatori è oggi perciò più facile orientarsi ed acquistare una stufa con cui essere certi di inquinare meno rispetto ad altri generatori di calore alimentati a legna.

Sul sito dell’organismo certificatore “ariaPulita” è possibile trovare un elenco di prodotti certificati.

  1. In particolare si segnala che il 9 giugno 2017 il Ministro dell’Ambiente ed i presidenti delle regioni Emilia – Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno sottoscritto un accordo programmatico per adottare misure per migliorare la qualità dell’aria nel bacino padano. A detto accordo sono seguite delle disposizioni di legge locali. In questi territori, la nuova installazione e l’esercizio di caminetti, stufa a pellet o a legna sono perciò regolamentati. Ad esempio la deliberazione di giunta della Regione Lombardia nr. X/7095 del 18/09/2017, dispone
    il divieto di nuova installazione di questi così definiti “generatori alimentati da biomassa legnosa” con prestazioni emissive, ai sensi di quello che oggi è il succitato DM 186/2017, inferiori a:

    • 3 stelle dal 1° ottobre 2018
    • 4 stelle dal 1° gennaio 2020
  2. che possano essere mantenuti in esercizio solo i generatori aventi prestazioni emissive non inferiori a:
    • 2 stelle dal 1° ottobre 2018
    • 3 stelle dal 1° gennaio 2020

Cosa bruciare in una stufa a pellet o in una stufa a legna?

Nel caso della stufa a pellet si ricorda che deve essere impiegato pellet di qualità, certificato come privo di impurità inquinanti. Ad esempio in Lombardia, sempre ai sensi della succitata DGR X/7095, trattasi peraltro di un obbligo.

Se invece si brucia legna, questa deve essere di un taglio appropriato alla tipologia di stufa o caminetto e soprattutto secca. Infatti la legna da ardere dovrebbe come minimo essere lasciata stagionare per tutta la primavera ed estate all’asciutto. Nonché impilata in modo da fare scorrere l’aria tutt’attorno ai ciocchi.

Come bruciare la legna?

Per la fase di accensione non utilizzare carta di giornale o altri imballaggi. Utilizzare piuttosto qualche legnetto sottile ed un pezzo di accendifuoco ecologico. Inoltre fatelo dall’alto della pila di legna, anziché dal basso. Questo è importante per mandare in temperatura la camera di combustione e bruciare i gas che si sprigionano dalla legna sottostante più grossa e potenzialmente ancora fredda e umida. Si consiglia la lettura di questo tutorial pubblicato dal quotidiano l’Adige. Se poi il fuoco arde in ambienti interni, occorre prestare molta attenzione al fatto che i locali siano ben ventilati. Sia per il benessere degli occupanti, che per offrire alla fiamma una quantità d’aria sufficiente perché resti viva e calda.

Infine si consiglia la visione di questa pertinente inchiesta messa in onda dalla nota trasmissione televisiva Rai Report.

Una replica

  1. ing. Marco Fachinat dicembre 4, 2018