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imposta di registro locazione

Imposta di registro locazione e bollo

Partiamo dall’ imposta di registro locazione.

Quanto si paga?

Ai sensi dell’art. 5 della Tariffa Parte I allegata al D.P.R. 131/1986, a seconda del tipo di immobile locato, si paga in percentuale sull’importo del canone di locazione quanto di seguito:

  1. immobili strumentali, anche se soggetti ad IVA: 1%;
  2. fondi rustici: 0,5%;
  3. tutti gli altri casi (tipicamente gli abitativi che non sono strumentali): 2%.

Esiste per la verità un ulteriore 4° caso – assai meno diffuso – per cui l’ imposta di registro locazione non è dovuta in percentuale sul canone , bensì nella sola misura fissa di 67 €. E’ il caso degli immobili abitativi per cui il locatore può e sceglie di optare per l’imponibilità IVA del canone (per maggiori dettagli si rimanda alla Circolare dell’Agenzia delle Entrate nr. 22/E dd. 28 giugno 2013).

Una precisazione in merito al concetto di “immobile strumentale”. Ai sensi dell’art. 43, comma 2 del D.P.R. 917/1986 “si considerano strumentali gli immobili utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’arte o professione o dell’impresa commerciale da parte del possessore”. Perciò anche se un immobile fosse strumentale per natura, cioè appartenente alle categorie catastali B, C, D, E ed A/10 (cfr. risoluzione della Direzione Generale Catasto n. 3/330 del 1989), ma fosse posseduto da un privato cittadino, cioè non da un soggetto passivo Iva che pertanto non utilizza l’immobile nell’esercizio di un’attività commerciale, artigianale o professionale, allora il relativo contratto rientra nella casistica nr. 3, con aliquota dell’ imposta di registro locazione pari al 2%.

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