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affitto breve

Affitto breve e turistico – adempimenti per i proprietari

4. A quale regime di tassazione è soggetto il reddito derivante dall’ affitto breve di appartamenti privati?

L’art. 4 del D.L. 50/2017 ha introdotto due principali novità entrate in vigore a partire dal 1° giugno 2017:

  • La facoltà di applicare la cedolare secca anche all’ affitto breve, pari nel caso al 21% del canone. Si ricorda che la cedolare secca è un imposta che sostituisce sotto un’unica aliquota l’IRPEF e le addizionali locali, nonché le imposte di bollo e registro*.
  • Gli intermediari (tipo Airbnb, Booking, ecc…) che incassano o comunque intervengono nel pagamento devono trattenere una ritenuta pari al 21% del canone e versarla direttamente al fisco in sostituzione del locatore**. Pertanto se il proprietario avrà optato per la cedolare, non ci sarà più null’altro da pagare a titolo di imposta. Se invece scegliesse il regime ordinario, la ritenuta costituirà un acconto. Gli intermediari dovranno poi ogni anno inviare ai locatori la certificazione unica di cui all’art. 4 del D.P.R. 322/1998 con il totale delle imposte trattenute e versate per loro conto.

* Nota 1: non è necessario registrare i contratti di affitto breve in questione, ovvero di durata inferiore a 30 gg. Si precisa però che se intervengono intermediari, questi sono tenuti a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati del locatore, la durata e l’importo del corrispettivo di tutti gli affitti, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono occorsi.

** Nota 2: alla data di pubblicazione del presente articolo si segnala che alcuni operatori online (ad es. Airbnb, che si è appellata al TAR e al Consiglio di Stato) non si sono ancora allineati alle disposizioni di legge.

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