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affitto breve

Affitto breve e turistico – adempimenti per i proprietari

2. Quanto, come e quando si paga l’imposta di soggiorno?

Purtroppo, come spesso accade in Italia, la risposta non è univoca perché il tema è di competenza degli enti locali (provincie o comuni). Siccome questi non seguono affatto uno stesso indirizzo, non si può fare altro che informarsi presso l’amministrazione competente per il territorio. È inoltre opportuno restare aggiornati, perché normative e regolamenti sono sovente oggetto di modifiche.

Ad esempio in Trentino per gli alloggi ad uso turistico fino a poco tempo fa si pagava un importo variabile a persona per ciascuna notte di pernottamento. Mentre ora si paga una quota fissa annuale di 25 € a posto letto. Il numero di posti letto insieme ad altre informazioni riguardanti l’alloggio proposto in affitto breve in Trentino deve essere trasmesso al Comune mediante il modulo denominato “CAT – comunicazione degli alloggi per uso turistico”.

A seconda delle modalità previste per il calcolo e relativa riscossione il gestore può decidere se provvedere autonomamente tenendone conto nella determinazione del canone o se farsi pagare la tassa direttamente dall’ospite all’arrivo o se possibile anche preventivamente tramite l’intermediario. Ad esempio Airbnb già dallo scorso anno nelle città di Bologna e Genova e dal 1° gennaio 2018 anche a Firenze, provvede direttamente alla riscossione del tributo che varia indicativamente da 3 a massimo 5 € a notte. Possibilità peraltro prevista dal comma 5ter del succitato art. 4, secondo cui “il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo, ovvero che interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi (ad es. Airbnb – ndr), è responsabile del pagamento dell’imposta di soggiorno”.

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