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Affitto breve e turistico – adempimenti per i proprietari

L’anno scorso con l’entrata in vigore dell’art. 4 del D.L. 50/2017 è stato riformato il regime fiscale per l’ affitto breve di immobili ad uso abitativo. Ovvero di quello che in genere è l’ affitto turistico di appartamenti tra privati.

Ma innanzitutto che cos’è l’ affitto breve di un appartamento o affitto turistico?

Per il fisco italiano, ai sensi del comma 1 del succitato articolo di legge, per affitto breve si intendono “i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, ovvero soggetti che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”.

Facciamo un esempio comprensibile a tutti. Nella maggioranza dei casi trattasi di persone, non professioniste del settore ricettivo, che dispongono di uno o più appartamenti (in proprietà, locazione o comodato) e li affittano per qualche giorno o per massimo 4 settimane alla volta. E li pubblicizzano anche attraverso i principali portali online, quali Airbnb o Booking.

Cosa occorre fare se si ha la possibilità e l’intenzione di concedere in affitto breve un appartamento?

In questo articolo vedremo di esaminare i principali adempimenti di natura fiscale ed amministrativa, che sono:

  1. Comunicare alla questura gli estremi degli alloggiati;
  2. Pagare l’imposta locale di soggiorno;
  3. Emettere una quietanza di pagamento;
  4. Versare le imposte sul reddito percepito dall’ affitto breve;
  5. Calcolare e pagare le imposte locali sulle seconde case IMU TASI TARI.

Scopri ciascun argomento nelle pagine successive.

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